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delle due feste annuali di San Calogero, precede la fiera del bestiame,
nei giorni 16 e 17 giugno e 19 e 20 agosto. Ma non sempre è
stato così. La fiera esisteva secoli prima che San Calogero
divenisse protettore del paese. Era una delle più antiche
fiere della Sicilia e la più famosa della provincia di Messina.
Durava non meno di otto giorni ed era legata sicuramente alla festa
di San Rocco quella di agosto e forse, alla festa di Sant'Antonio
da Padova quella di giugno.
Erano migliaia i capi di bestiame che arrivavano, attraverso le
strade e le trazzere, da tutta la Sicilia per essere offerti in
vendita; e nel deflusso, dopo l'acquisto, si riempivano nuovamente
strade e trazzere verso tutte le direzioni, mentre lentamente affievoliva
il continuo e monotono suono dei campanacci.
Nei giorni anteriori alla
fiera, sulle cavalcature, sui carretti o con le carrozze, arrivavano
i compratori e i venditori, che sostavano nei fondaci, nelle locande
o presso le abitazioni di parenti e di conoscenti.
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paese si riempiva di forestieri (i firmanti).
Facevano ottimi affari le locande, le trattorie e le botteghe:
davanti alle loro porte numerosi "fucina" arrostivano
carne in continuazione; e non erano da meno le cucine interne
sempre colme di pentole e padelle per preparare altri cibi.
Assieme alla fiera di bestiame vi era la vendita di tessuti,
di calzature, di terraglia, di ferrarecci, di oggetti domestici
e arnesi da lavoro, di attrezzi agricoli e di bardature e
finimenti per gli animali da carico; e poi di monili e giocattoli,
di dolciumi e leccornie di vario tipo; ed ancora di merce
idonea ad ogni uso e consumo. |
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Tutto
ciò era sistemato su bancarelle, in logge e sotto gli
archi della piazza di San Calogero e delle vie adiacenti,
ai lati della Strabella (attuale via Trieste), in via Mercato
e dove c'era lo spazio e l'opportunità di vendita.Non
mancavano i guitti e i cantastorie, gl'indovini e i truffatori
che tendevano ad imbonire la gente semplice e ad arraffare
se trovavano i tipi adatti.
Le famiglie contadine aspettavano la fiera per spendere qualche
risparmio nelle compere di ciò che necessitava; anche
se gli abiti e le calzature ("robi e scarpi i fera"
equivalevano a "vestiario e scarp scadenti") erano
di bassa qualità. |
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